TRADITO … qualcosa è cambiato

Una domenica orribile, pesante, ma se dio vuole era finita.

Avevo dovuto sciabolarmi quasi duecento chilometri all’andata e duecento al ritorno, per andare a trovare la Zia Margherita, ricoverata in ospedale per un infarto alle coronarie e per il relativo intervento; glie lo avevo promesso e quindi avevo sfruttato la domenica per andare a passare un paio d’ore in sua compagnia.

Contavo di essere a casa non più tardi delle quattro, ma un incidente –alcuni chilometri più avanti- mi aveva bloccato in autostrada quasi subito, dopo una ventina di minuti di viaggio ed ero arrivato quasi alle otto, giusto l’ora di cena.

Non avevo voluto chiedere a Laura di accompagnarmi, perché sapevo che sarebbe stata una menata e non mi sembrava giusto sottoporre anche lei al mio stesso supplizio.

Ovviamente, perché non stesse in pensiero, dopo un pò che ero fermo, le ho mandato un sms per avvertirla e lei ha apprezzato, rispondendomi “tnx x avermi avvertita. Ti amo tanto amore mio piccino!”

Pur incazzato, mi scappò un sorriso: per la mia taglia da anziano rugbista, alto quasi uno e novanta, lei –piccolina- mi chiamava sempre ‘amore mio grande’, non piccino! Evidentemente voleva consolarmi con quella piccola affettuosità.

Dopo una mezz’ora che ero arrivato a casa, abbiamo cenato commentando blandamente le nostre domeniche: io le ho riassunto la mia e lei ha detto che era uscita per fare un giro.

“Ah! Sei andata al mare???”

“No, no… oggi non ne avevo voglia… ho solo fatto un giro…”

Ero stanco, accaldato, stressato e sopratutto non volevo ‘starle sul collo’ e quindi non insistetti, visto che era stranamente silenziosa e sembrava distratta; probabilmente aveva immaginato di passare la domenica insieme ed era seccata perché invece…

Però era affettuosa, anche più del solito: mentre mi metteva il secondo davanti, mi abbracciò da dietro e mi mormorò: “Ale, io ti amo, ti amo tanto…”, segno che non ce l’aveva con me.

Poi guardammo un pò di televisione ed alla fine andammo a letto.

Ammetto che ne avevo voglia e appena la mia mano si appoggiò sul suo fianco, lei si strinse a me, riempiendomi il viso ed il collo di bacetti.

Giocammo un pò baciandoci, toccandoci, leccandoci a vicenda: era più eccitata del solito –pensai- perché aveva la fica ed il culetto più… rilassati del solito.

Dopo un pò di questi giochi, mi sdraiai sulla schiena e le feci capire di venirmi sopra, per farmi cavalcare da lei.

Eravamo insieme da poco più di un anno e quella posizione, gradita ad entrambi, era entrata nella nostra routine amorosa.

Lei si impalò sul mio uccello con ancora maggiore facilità del solito però… Mah!

Anche il culetto era rilassato: seguendo un’ispirazione momentanea, lo occupai subito con tre dita e lei le accolse con estrema facilità, ancora più del solito.

Però… però la mia deliziosa quarantaduenne quella sera non era la solita, festosa ed entusiasta compagna di giochi: sembrava…. distratta.

Le appoggiai le mani sulle cosce, tenendola ferma, piantata sul mio cazzo e la guardai negli occhi; lei fece un timido sorriso, come se non capisse ed io le chiesi, semplicemente: “Cosa c’è?”

Il suo viso sembrò esplodere!

Cominciò a piangere, si allungò su di me e mi abbracciò, quasi con disperazione, singhiozzando.

“Sai… Stamattina è passato Max…”

Max, il mio amico camerunense, che ovviamente avevo presentato a Laura, insieme agli altri del mio giro: era uno dei più giovani, coi suoi 34 anni, ma abbastanza un buon amico, anche se era –come lo definivamo ridendo tra gli altri amici- ‘sessualmente esuberante’, sempre impegnato a tacchinare donne e poi a vantarsi con noi delle gang che organizzava con alcuni suoi amici…

“… Ti cercava…”

Strano! Sapeva che dovevo andare a trovare la Zia Margherita!

Il dubbio mi scoccò nella mente, come il lampo di un flash!

“E tu…?”

“Gli ho detto che non c’eri, che eri dovuto andare fuori città… Allora mi ha chiesto che programmi avessi e gli ho detto che contavo di andarmene al mare a far passare la giornata”

“E invece???” cominciai ad incalzarla!

“Lui… lui mi ha proposto di fare un giro in moto… Ha insistito un pò ed alla fine ho accettato e siamo andati via con la statale… “

In effetti la statale è più divertente in moto dell’autostrada, con tutte le curve fino al valico e poi le altre più tranquille a scendere tra le colline, verso la pianura… Ma il mio istinto di uomo che ormai aveva compiuto quarantasei anni e con un divorzio alle spalle mi diceva, con sgomento!, che la faccenda era solo all’inizio!

“… E siamo arrivati alle colline, prima della pianura; non andava forte ed era piacevole… Poi ci siamo fermati in una stradina, all’ombra di un boschetto ed ha detto che voleva farmi vedere un posticino delizioso… ha detto proprio così!”

“E… com’eri vestita?”

“Quando è arrivato, stavo per andare al mare; quindi, sopra al bikini, avevo quel vestitino bianco, a fiori stampati che mi fai regalato tu… e gli zoccoletti, quelli col tacco! Poi, la borsa di rafia, con le mie cose ed il telo da spiaggia”

La visualizzai facilmente: piccolina, snella, con un bel culetto a mandolino e due seni della terza che cominciavano appena a cedere alla gravità, era davvero graziosa (anzi: direi addirittura appetitosa!) vestita così.

Ma DOVEVO avere risposte ai dubbi che mi stavano venendo!

“Eravamo accanto alla moto e lui si è preparato una canna; l’ha accesa, ha fatto due tiri e poi me l’ha passata: roba buona!”

“Ma… questo famoso posto???”

“Ah, davvero bello! Una piccola radura nel bosco fitto, con un ruscello che fa una piccola cascata ed un laghetto; qualche raggio di sole che filtra e gli uccellini che cantano e tutto molto verde, con l’erba alta!!!”

Oddio… Sapevo quanto Laura amasse farlo nell’erba! Avevo paura di andare avanti con le domande, ma dovevo sapere, ad ogni costo!

“E lì…?”

Lei riprese a piangere: “Io ero li, affascinata da quel posto: mi ero tolta gli zoccoletti per camminare nell’erba fino al laghetto…. –Ahia! Fa che Max non…!- … e mentre mi godevo la stupenda quiete del posto, lui mi ha raggiunta, abbracciata da dietro, baciato il collo… Poi mi ha fatto girare verso di lui…”

“Puttana!!!!!” Non lo dissi, ma me lo urlai forte nella mente, mentre il mio viso era come una maschera di legno scolpito, in attesa del terribile seguito.

“… E mi ha baciata sulle labbra. Io non volevo… –eqquandomai???- … ma lui, lui mi ha baciata e mi stringeva alla vita e poi mi ha baciato di nuovo, stavolta con la lingua… Ho resistito un pò, ma poi… E la sua mano dai fianchi è scesa e…. mi sono lasciata andare! Perdonami, amore mio!!!”

“Sei una troia… –le sibilai!- … una cagna, una baldracca!”

Lei singhiozzò ancora più forte.

“Adesso raccontami tutto, per filo e per segno, voglio TUTTI i particolari!

E siccome sei una puttana, scopami, mentre mi racconti!!!

La sua mano…. è scesa…. dove???”

La spinsi in su, in modo che fosse dritta sul mio cazzo, inaspettatamente duro, dopo la sua ammissione: mi aspettavo che mi si ammosciasse, ed invece… Contemporaneamente cominciai muovere i fianchi, di lato, avanti ed indietro, in modo che la mia mazza dura la… rimescolasse.

Lei tirò su col naso, poi con un filo di voce, rispose: “E’ scesa… ad accarezzarmi il sedere… e poi è scesa sulle cosce ed è risalita sotto all’abitino… Mentre l’altra mano mi stringeva il capezzolino da sopra il vestito…”

Visualizzavo la scena, ‘vedevo’ addirittura il sorriso baldanzoso di Max, mentre vedeva sgretolarsi le deboli difese di Laura.

“E poi??? Voglio sapere TUTTO!” Chiesi col tono severo di un inquisitore, mentre il cazzo mi faceva quasi male, tanto era duro e sentivo i rumori liquidi della fica di Laura, perversamente eccitata anche lei.

“Poi… poi premeva il suo coso contro il mio pancino…. lo aveva durissimo! e poi ha sciolto il nodo sul fianco degli slippini ed ha cominciato a passarmi le dita nel boschetto ed a giocherellare con la mia cosina…”

“Le puttane non hanno una cosina, hanno una fica! Ed un culo e delle tette! E non prendono cosi, ma cazzi, nerchie, uccelli, minchie, belini!!! Quindi chiama le cose col loro nome, cagna schifosa!”

Lei abbassò il capo, ferita dalla violenza delle mie parole, ma obbedì e si adeguò.

“Mi ha spinto un dito dentro… nella…. fica! E poi un altro…. ed un terzo, insieme, mentre il pollice mi massaggiava il botton… il clitoride…

Con l’altra mano, ha sciolto l’altro nodo e mi ha tolto lo slip e poi mi ha abbassato le spalline del vestito, mi ha scostato i triangolini del bikini ed ha cominciato a succhiarmi i capezzoli, facendomi anche abbassare fino a sdraiarmi sull’erba…”

“E tu cos’hai fatto???” Chiesi, implacabile.

“Io, amore mio, non capivo più nulla… mi sono lasciata andare…”

Ero incazzato, deluso, ma anche inaspettatamente eccitato…

“E cosa è successo???”

“Che lui ha intrufolato la testa tra le mie gambe ed ha cominciato a baciarmela…”

La sradicai di peso dal mio cazzo e la distesi sul letto, anche perché ero ormai vicino a sborrare e non volevo ancora; poi cominciai a leccarla: “Così???”

“Uhhh… Beh, sì… però mi succhiava le labbrine…. ohhh, cosììì… e poi anche il clito…. uhhmmmm… sì… ma mi aveva piantato anche tre dita dentro… Ohhhh!!!! Sì, amore mio, così, ma adesso muovile, agitale, dai cosìiii, bravo!…. E il pollice, nel culetto…. così, bravo!…. Sì amore mio, dai!!! Così!!! Oddio che bello, dachecisononontifermare, ti amoooohhhh!!!!”

Si inarcò, mentre veniva ed io crudelmente non le lasciai requie, continuando a toccarla, mettendole anche l’indice nel culo ed il mignolo nella fica ed allargando al massimo le dita, mentre le succhiavo le labbra e glie la leccavo e le aspiravo il clitoride, come se stessi spompinando un piccolo cazzo!

La sua mano, che mi aveva premuto sulla testa, come per assicurarsi che non scappassi via sul più bello, cominciò ad accarezzarmi le spalle e poi, piegandosi sul fianco, cercò di farla arrivare sempre più giù, cercandomi il cazzo.

Rialzai la faccia, impiastricciata del suo abbondante ciprigno, sempre tenendole le dita piantate dentro.

“Sei venuta anche con lui????”

“Oh, sìii…” Il suo tono non sembrava più dispiaciuto, come prima, ma quasi… sognante

“E poi???”

Poi… poi glie l’ho cercato…. ed ho cominciato a menarglielo…”

Intuivo già tutto, ma DOVEVO farle la domanda, per essere doverosamente oltraggiato ed umiliato dalla risposta: “E… ce l’ha più grosso del mio???”

“Ohhh…. sì… sì, ha veramente un gran cazzo… è bello, proporzionato come il tuo, ma più lungo di due o tre dita e quindi più grosso in proporzione…. e con una cappella un pò più sporgente…”

Peggio di quanto immaginassi! Considerando le ditine di Laura, era non meno di quattro centimetri più lungo del mio, arrivando quindi tranquillamente ai ventiquattro, venticinque centimetri…. e con la cappella ben più larga della mia…. accidenti! Una vera arma da guerra!!!

Adesso capivo perché la mia Laura era così dilatata!

Visualizzai quel mostro che le sprofondava nella fica, dilatandola ed il mio cazzo fremette, eccitato.

“E poi, cos’avete fatto???” Dovevo bere l’amaro calice del tradimento fino alla feccia!

“Poi… poi me lo ha dato in bocca…” Mi guardò con gli occhi umidi, da cucciola, singhiozzò e mi disse: “Ma se mi perdoni, ti prometto che non lo rivedrò più, mai più, amore mio! E’ stata una follia estiva, perdonami!

Alessandro, io ti amo!!!!”

La guardai, con un’espressione crudele: “Prima di decidere se perdonarti, devo sapere ogni dettaglio!

Hai detto che gli hai fatto un pompino, un pompino dei tuoi? Vai avanti!” rabbrividii, pensando ai suoi favolosi bocchini: lei adorava leccarlo tutto, dalla cappella fino alle palle ed anche oltre, fino al perineo, anche mordicchiando dolcemente e poi lo prendeva in bocca e lo aspirava mentre con la lingua lo massaggiava: uhmmm…

“Sì, ho cominciato a fargliene uno come piace a me e lui mi incitava, mi faceva continui complimenti ed io mi sono impegnata al massimo e lui me lo spingeva dentro, sempre più giù, sempre più in gola e poi mi ha preso la testa tra le mani e mi pilotava…” alzai gli occhi su di lei e vidi che aveva smesso di piangere e che anzi aveva un vago sorrisetto sulle labbra ed un’espressione di orgoglio per le sue indubbie capacità “… e poi mi ha messo una mano dietro la nuca ed ha cominciato a scoparmi in gola… mi venivano i conati, mi sentivo soffocare… –e ti credo!!!!- … ma mi ha tenuta bloccata fino in fondo…. finché non è venuto….”

“Ti ha sborrato in gola???”

Lei fece solo un cenno del capo, per confermare.

“E tu…?”

“Ho mandato giù! Cos’altro potevo fare??? Ne ha fatta un secchio… almeno cinque o sei schizzi, ma abbondanti, violenti!”

Dio, cheddolore… Ci avevo sempre sofferto per il fatto che le mie sborrate non fossero abbondanti come si vedeva nei film o nelle foto!

Questo non mi aveva impedito di avere una figlia dalla mia ex moglie, intendiamoci!, però nonostante il mio fisico possente, la mia dotazione più che dignitosa, la mia capacità e la mia apprezzata durata… mi sentivo come se fossi inferiore a chi faceva copiose sborrate da cavallo.

Per giunta, ero sì in grado di giocare anche una o due ore, prima di venire, ma avevo… tempi di ricarica piuttosto lunghi e quindi era raro che offrissi ad una mia (comunque soddisfattissima!) compagna un replay, almeno prima di un paio d’ore.

Quindi, un pompino…. un pompino e basta! Avevo pensato che…

“E poi, siete venuti via?”

Lei abbassò lo sguardo, vergognosa: “Poi… poi siamo restati lì… Me lo ha fatto leccare e succhiare e gli è diventato di nuovo durissimo, in cinque minuti…”

La incitai con un gesto della mano a proseguire.

“Mi è venuto sopra… e me lo ha messo….”

“Nella fica?” Lei annuì.

“Lo ha appoggiato ed ha spinto dolcemente… quando è entrata la cappella, me lo ha spinto tutto dentro, con decisione ma senza prepotenza e poi ha cominciato a scoparmi…”

Immaginavo le labbrine della fica di Laura stirate a circondare e stringere l’asta di Max, mentre lo scroto coperto da ispidi riccioletti le arrivava a sfregare il perineo. Al pensiero, lo avevo durissimo!

“Ti piaceva….”

“Vuoi la verità?” Annuii. “Sì, mi è piaciuto… mi è piaciuto un sacco! Non mi ero mai sentita così colmata, invasa, riempita da un uomo… neanche da te, amore mio… Tu mi riempi la fica, ma anche e sopratutto la mente, il cuore e l’anima… Max solo la fica, ma alla grandissima!”

Adesso sembrava più serena, quasi orgogliosa dell’esperienza, stava ridiventando padrona di se stessa, man mano che si scaricava la coscienza narrandomi tutto.

Avevo già deciso di perdonarla –in fondo era stato soltanto un momento di debolezza, di momentanea… follia erotica ed io ero il primo a non poter fare troppo il gelosone!-, ma capivo che quella narrazione l’avrebbe aiutata a rasserenarsi e, magari, anche a dare qualche nuovo slancio al nostro menage.

Per cui usai un tono di voce duro per imporle: “Vai avanti!”

“Mi ha stretta a sé e poi si rotolato sul fianco e sulla schiena, facendomi finire sopra di lui: inarcava i fianchi e mi stringeva le mammelle, tirandomi i capezzoli, sollevandosi a succhiarli e mordicchiarli, scopandomi da sotto e… ed ho avuto un altro orgasmo, potentissimo, da restare senza fiato!”

Doveva essere stato un bello spettacolo: lui rasato, col suo corpo snello, tonico, alto quanto me e la pelle nerissima ed un sorriso dai denti bianchissimi e Laura piccolina, snella, con la pelle ambrata e le areole scure, coi suoi lunghi capelli castani e gli occhi grigi, a scopare come matti in quella radura che intuivo deliziosa.

“Sei una porcella!” Ops! Errore tattico! Avrei dovuto dire porca, non porcella! Avrebbe intuito che la cosa cominciava a farmi incazzare sempre di meno e che mi intrigava sempre di più…

Il rapido lampo del suo sorriso, mi fece capire che aveva capito… e va beh! Ecchissenefrega! Basta che mi racconti tutto!

“E poi?”

“Poi mi ha fatta scendere e mi ha fatta mettere alla pecorina… Si è inginocchiato dietro di me e con la sua lingua larga ha cominciato a leccarmi tutta la fica, a volte spingendola anche dentro! E leccandomi anche il culo, sostituendo le dita che che mi ci aveva messo dentro –prima due, poi tre e tendeva ad allargarle per prepararmi bene il culo per il suo enorme cazzone!- con la lingua, che mi spingeva bene in fondo…

Poi si è avvicinato e, con un colpo secco, me lo ha ripiantato nella fica, come si fa con le troie…”

Mentre parlava si era messa alla pecorina sul letto ed io mi trovai a ripetere ogni gesto che aveva fatto Max su di lei, come se seguissi il copione che loro due avevano tracciato poche ore prima…

Incrociai il suo sguardo interrogativo e caddi nella trappola: “E tu lo sei, sei infinitamente troia! Vai avanti!”

Mentre la fottevo in fica, cercavo di trattenermi dallo sborrare, perché immaginavo che Max glie lo avesse fatto nel culo ed anch’io, nella rigorosa ripetizione, volevo lavarle l’intestino.

“Sì!!! Io sono una grandissima troia, la tua troia!!!

Lui ha ricominciato a fottermi, con colpi profondi, violenti, accelerando o rallentando e muovendosi coi fianchi per farmelo anche girare tutto dentro la pancia, mentre con le dita mi allargava il culo…” Mi trattenni dallo sborrare, ma dio cheffatica!

“E ti ha sborrato in fica???”

“No, amore mio! Era appena venuto, poverino -poverino??? Quel bastardo, scopatore di donne altrui, POVERINO???- e quindi non ce la poteva fare subito…

Ma poi me lo ha sfilato dalla fica e così com’era, tutto unto dagli umori della mia fica eccitata, me lo ha appoggiato al culo; mi ha messo le mani sulle spalle e poi ha spinto ed è entrato!”

“Ti ha fatto male?” chiesi, sinceramente preoccupato.

“Un pò: un cazzo così lascia il segno! Ma ne valeva la pena perché poi, appena dentro, ha cominciato ad incularmi alla grande, come una vacca sotto al toro ed anche le mie tette tremolavano e dondolavano, sotto ai suoi possenti colpi da stallone!!!

Peccato solo che il mio culo lo abbia eccitato così tanto che è venuto quasi subito, appena ha sentito –dal fatto che gli stavo strozzando il cazzo con lo sfintere e le dita piantate dentro con i muscoli della fica- che stavo per godere come una vacca e così anche lui mi ha scaricato una litrata di sborra dentro al culo, allagandomi completamenteeeeeehhhh…”

Non ero riuscito a resistere: sentendo gli spasmi che precedono il piacere del partner, , ci siamo ancora di più eccitati a vicenda ed alla fine il nostro piacere è esploso in perfetta sincronia.

Roby*65

6 Comments

  1. Per farci capire che ti ha cornificato per bene potevi risparmiare un po’ di parole tanto le corna non te le leva piu nessuno chissà che anche prima ti cornificava!!!!!

  2. se e tutto vero stai attento quando passi sotto porte o tunnel potresti toccare con le tue cornaccie che tieni ci hai piu corna tu che un stAmbecco segaiolo inventore storia losca e lunga

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