LE MIGLIORI CORNA CON L’AMICO DEL CORNUTO

Alcune esperienze in club privé frequentati da singoli, mi hanno fatto scoprire il sottile piacere di umiliare il mio amato cornuto. Metterlo in un angolo a guardare, giocare con altri uomini, essere la troia di altri, e intanto lanciargli maliziosi sguardi di affettuosa provocazione. Ma il vero piacere era fargli sentire la mortificante etichetta da cornuto, quel tipico giudizio che ti affibbia il singolo ignorante che va in un club e non vede l’ora di scoparsi la moglie di un altro. In quei frangenti, abbiamo capito la nostra vera natura di coppia cuck: io troia e lui cornuto. Baciarlo con le labbra piene di sperma, dopo che un altro mi era venuto in bocca, e fargli sentire come mi aveva rotto la fica. e intanto quello sconosciuto si rivestiva, nascondendo a fatica la commiserazione per il mio adorato cervo.Ma ho subito capito che le emozioni del club erano “finte“ e stereotipate. Troppo comodo fare il cornuto con uno sconosciuto di cui neppure conosci il nome. Troppo facile giocare a essere cornuto nel recinto protetto di un club, dove girano solo cazzi anonimi e senza volto. Se davvero voleva sentire l’adrenalina delle corna, doveva accettare l’idea che avrei giocato a fare la troietta nella vita reale. Persone che lui conosceva, scelte da me nel circuiti di colleghi o conoscenti, e che gli avrebbero regalato l’emozione autentica di convivere con la reputazione da cornuto. Sputtanamento vero, mortificazione reale di quelle che bruciano.Il mio amato cornuto era titubante e riottoso a questa idea, ma ormai l’idea di avere una splendida moglie zoccola si era impadronita di lui. Eppure, ha opposto molte resistenze quando gli ho detto ridendo che Alex, il suo amico fotografo, faceva troppo lo spiritoso con me.Lui era il classico 40enne, separato e malato di figa. Direttore del circolo fotografico che frequentava il cornuto, con un’infinità di conoscenze in comune. L’idea che facessi la puttanella con lui lo faceva imbestialire. Un po’ per gelosia, un po’ per l’imbarazzo e lo sputtanamento che gli sarebbe piovuto addosso: Alex era il classico bastardo che andava a caccia di mogli e fidanzate altrui, e se le chiavava soprattutto per il piacere di vantarsene con amici. Ma era proprio questo dettaglio che mi stuzzicava e divertiva. E’ stato facile cominciare a flirtare con Alex, nascondendogli la circostanza che il cornuto conosceva ogni dettaglio del nostro flirt. Un paio di battute rilanciate con malizia, il cellulare scambiato di nascosto, sms sempre più spigliati. Ma il mio vero divertimento era la sofferenza e l’opposizione del mio adorato cornuto. Percepivo il suo fastidio, leggevo la mortificazione e la rabbia nel suo sguardo quando gli facevo leggere i messaggi sempre più intimi, e godevo a infierire su di lui con allegra malizia sottolineando che il suo sedicente amico voleva proprio chiavarsi sua moglie.Ricordo ancora il mio primo invito a pranzo con Alex, e poi il nostro primo aperitivo, con l’irresistibile “siparietto“ di far finta che il cornuto non sapesse nulla. Complimenti che diventavano più chiari e diretti, con lui che mi diceva che sarei stata la modella più bella di tutto il circolo e he qualsiasi fotografo avrebbe fatto follie per avermi davanti all’obiettivo. Ma sapevo che c’era ben poco di artistico nel suo interesse. E mi divertiva la mia spudoratezza nel presentarmi al nostro aperitivo con il book di foto nuda che mi aveva fatto negli anni il suo “allievo“. Nulla di strano a posare nuda, soprattutto per il marito, e il nudo artistico era piuttosto usuale al circolo. eppure molti scatti erano border line, e mi piaceva sorseggiare un gin tonic cogliendo nel suo sguardo un’emozione speciale. Era divertente stare lì, vestita sexy ma senza eccessi, e intanto vedere i suoi occhi che scannerizzavano le mie immagini a culo nudo. Era divertente pensare che sarei rientrata a casa e avrei ironizzato con il cornuto sul fatto che il suo amico conosceva ormai a memoria la mia fica.Ricordo bene la fatidica “prima cena“ a casa di lui, quando le carte in tavola tra me e Alex erano ormai ben chiare. I nostri sms che ormai indugiavano spudoratamente in battute sul tema della fedeltà coniugale, e indirettamente si prendevano gioco del cornuto. E io che non vedevo l’ora di farli leggere al mio amato marito. Si era fieramente opposto a quella cena, il mio cornuto. Ma sapeva che non aveva scelta. Era una sera d’estate di alcuni anni fa e avevo scelto un vestitino decisamente sexy. Avevo allineato sul letto la mia collezione di perizomi da troia e avo imposto al cornuto di aiutarmi nella scelta: e godevo della sua dolce sofferenza. Sapeva che quello spettacolo di femminilità presto se lo sarebbe goduto quel bastardo del suo amico. E inevitabilmente se ne sarebbe vantato con altri.Ricordo l’ultimo messaggio al cornuto quando ero arrivata a casa di Alex. Un messaggio spiritoso e affettuoso, giusto per ricordargli che aveva preparato la sua tana di single con lume di candele profumate e musica soffusa. mi facevano sorridere i tentativi di Alex di rendersi interessante con discorsi affascinanti: se ero lì, già avevo deciso di dargliela. Dopo un drink, chiesi di andare alla toilette. E poi tornai in salotto come la “bambolona di Ligabue“: vestita solo del bicchiere: sandalo con tacco da 12 e perizoma da Troia, sfoderando un sorriso disinvolto. Mi sentivo decisamente zoccola per quella iniziativa così sfacciata: e questo pensiero rimbalzava tra fica e cervello. Non ci fu bisogno di parole. Lingua in bocca per pochi secondo, e poi scivolai in ginocchio per dimostrargli che la moglie del suo amico faceva i migliori pompini di Roma. Cazzo di taglia media, ma duro come il marmo. Lo lascia di stucco con quel pompino spudorato, interrompendomi solo per dirgli che non mi formalizzavo se mi veniva in bocca. Un fiume di sbarra sorseggiata scrupolosamente.Pensavo intensamente al cornuto e mi sentivo fiera di me, mentre chiacchieravo disinvolta sul divano del suo amico, vestita solo con un periodino e il sapore della sua sbarra che impreziosiva lo champagne. E Alex di stucco che non la smetteva di dire che ero la donna più bella che avesse mai avuto. Glielo presi in bocca con un sorriso smaliziato e in un attimo era di nuovo un manganello. Mi mise a pecorina sul divano, esterrefatto di come avessi la fica bagnata. Spostò lateralmente il perizoma e provò a scoparmi, ma lo bloccai con un sorriso. Alex rimase un po’ interdetto, ma me ne uscii con una battuta rimasta celebre nella nostra storia di amore e corna: “no caro, quella è di mio marito…“. E su queste parole presi il suo cazzo e me lo appoggiai sul buchino posteriore, pregandolo solo di fare piano perché era la mia prima volta. Rimase spiazzato dalla scena e dalla sorpresa, al punto che quasi mi sentii in dovere di giustificare il mio gesto con una battuta: non poteva rimanere vergine a vita, e con il marito non ci sono le giuste motivazioni.La cosa che maggiormente lasciò Alex di stucco fu il fatto che mi alzai, presi dalla borsetta griffata una busta della farmacia e gli porsi un tubetto di gel lubrificante: segno evidente che c’era premeditazione da parte mia. Chi lo avrebbe mai detto? quella giovane e incantevole moglie di amico, dall’aria così altezzosa e distaccata, che era andata da lui con il proposito di farsi sverginare quel culo da sogno. Alex si dimostrò piuttosto maldestro. Spinse con decisione, con il solo risultato che tirai un urlo raccapricciante saltando sul divano. Poi provò con pazienza e determinazione. Una fitta lacerante e bestiale, una sensazione che sarebbe riduttivo definire di dolore: ma l’idea che stavo lì, a farmi rompere il culo da un amico del cornuto, mi faceva sentire talmente troia che la mia fica era bagnata oltre il limite della decenza. Cambiammo più volte posizione e mi inculò con delicata fermezza. Mi sentivo usata, dominata, sottomessa. E pensavo ai commenti che avrebbe inevitabilmente fatto con qualcuno al Circolo. Inevitabile che si sarebbe vantato di avermi battezzato il sedere. In un cambio di posizione, glielo presi di nuovo in bocca. Mi sentivo aperta, con il sedeer profanato, abusato, violentato. E in quell’attimo mi sbarrò in bocca.Neppure avevo finito di deglutire che già mi rivestivo. Avevo voglia del mio amore. Volevo mostrargli i segni delle sue prime vere corna. Nel rivestirmi di corsa, capii che il contatto con il filo del perizoma tra le natiche era troppo fastidioso. Cazzo, neppure riesco a rimettermi le mutandine per come mi ha conciata. Mi rimetto il vestito e lo saluto frettolosamente, uscendo a fica nuda sotto quel vestitino sexy. Ora il seder comincia a bruciarmi in modo orribile. Ad ogni passo, la contrazione del gluteo mi provoca una fitta che cresce. Salgo in macchina e mi brucia il culo da pazzi. Ora capisco cosa si prova dopo che ti hanno fatto il culo come si deve. Ci avevano provato in tanti ma senza successo. Ci aveva provato anche il cornuto, ma si era arreso davanti ai miei strilli. Forse per farselo rompere ci vogliono corna vere…Arrivo a casa e lo bacio con tutto l’amore del mondo. Ho un inconfondibile sapore di sperma tra le labbra e ironizzo sui drink che mi ha offerto il suo amico. Mi mette una mano sotto il vestito e sente che non ho mutandine. Sente che ho la fica bagnata oltre il limite del decoro e vorrebbe schiaffeggiarmi, ma il suo cazzo esplode nei pantaloni. Mi dice che sono una troia ad avergliela data e io con un sorriso gli sussurro che non è così: “gli ho detto che questa è solo di mio marito…“. Rimane di sasso senza capire. Con lo stesso sorriso, prendo la sua mano e me la porto tra le natiche, guidando il suo dito sul mio buchino cedevole e gonfio con una smorfia di dolore. “In compenso gli ho dato qualcos’altro“…. Al cornuto sembra di impazzire, mentre ridendo aggiungo che almeno il suo amico avrà qualcosa di davvero sfizioso da raccontare al Circolo..

CONTRIBUZIONE

paolo

mia moglie e una donna molta calda e anche se quasi cinquantenne ama prendere i cazzi e essere riempita di sborra.
io confesso di essere un cornuto contento perche mi piace da morire vederla ammirata da altri uomini, toccata e sborrata sopra e qualche volta anche dentro.
ecco ci piacerebbe se ci facessi il piacere di mostrarla per l-ammirazione e i commenti di tutti…
 

MIA MOGLIE STELLA

Ciao Paolo… sono Nunzio dalla Calabria…

Ti mando un paio di foto di mia moglie Stella….

Che te ne pare della sua fica? non ci affonderesti le labbra e il cazzo?

E il suo culo? ti assicuro che è sfondatissimo ma ancora stretto!

Non vedo l’ora di vederle pubblicate!!!

Fantastica 😉 Un bacio per lei un abbraccio per te . Paolo