I RACCONTI DI PIPPO

Ciao Paolo sono ancora Pippo, ti invio in allegato 2 racconti di come è iniziata la carriera di troia di mia moglie e di cornuto per me. Spero piacciano ai nostri amici del sito. Ciao

 

W.e. con mia moglie_sabato
Era Luglio di qualche anno fa, faceva un caldo pazzesco e io e mia moglie eravamo soli per tutto il w.e. in quanto, i nostri figli, erano fuori con amici.

Siamo una coppia 50enne Franco e Daniela.

Avevamo passato il sabato al mare e la sera, dopo aver mangiato una pizza in un locale dove eravamo soliti andare, ci siamo recati sul lungomare per prendere un caffè, dopo il quale io mi sarei fumato il mio immancabile sigaro in pieno relax.

Arrivati, ci sedemmo sulla terrazza di un bar che era praticamente sulla spiaggia e quindi di fronte al mare, consumammo accesi il mio sigaro e ci rilassammo guardando il mare. Nel frattempo arrivava da poco distante una musica tipica latino americano e scorgemmo in lontananza delle luci che indicavano chiaramente la presenza di un locale da ballo all’aperto creato in uno stabilimento balneare.

Ad un certo punto ci incamminammo per fare una passeggiata e ci dirigemmo verso il locale da cui proveniva la musica, vedemmo da fuori che c’era molta gente, la musica era gradevole e decidemmo di entrare. Prendemmo posto su un divanetto e guardavamo gli altri ballare, ad un certo punto mia moglie mi disse:”mi è venuta voglia di ballare, che ne dici?” io risposi:” sai che io amo ascoltare la musica e guardare come ballano gli altri, ma tu vai pure io ti guardo”. Dovetti insistere un po’ ma alla fine andò e si buttò nella mischia. Era bella ed era bello vederla ballare e dimenarsi insieme a sconosciuti, notai subito che attirò l’attenzione di alcuni uomini che iniziarono a ballarle intorno. Ogni tanto passava da uno all’altro disegnando dei passi di danza e dimenando il suo stupendo culo. Quella situazione non mi dispiacque affatto, anzi tutt’altro. Seguivo con attenzione tutti i movimenti e, ad un certo punto, notai che un tizio in particolare prese a ballare in maniera assidua con lei e mi accorsi che sfruttava il fattore ballo per avere contatto con il suo corpo sempre più frequente. Il culmine fu quando, approfittando di alcuni passi di salsa, girò mia moglie di spalle attirandola a se, e abbracciandola da dietro, aveva fatto in modo che il suo ventre combaciasse con il culo di lei. Si muovevano a tempo di musica ed ebbi la netta e precisa visione del pacco di lui che strusciava sul culo di lei, vedevo che a lei la cosa non dispiaceva e lui divenne sempre più intraprendente. Tutto questo suscitò in me una eccitazione devastante, sentivo il cazzo nei pantaloni che sembrava dovesse scoppiare da un momento all’altro. Continuarono cosi per un po’ fin che decidemmo di andare a casa e, saliti in auto iniziai a stuzzicarla facendole delle domande.

Io: “Ti sei divertita?”

Lei: “Si. È stata una bella giornata, ed era tanto tempo che non ballavo”

Io: “si, credo anch’io sia stata una bella giornata, e credo che anche il tipo che ballava con te si sia divertito ho visto che era molto preso da te”

Lei: “Ma che dici, si sarà divertito perché ballava”

Io: “ si ma il cazzo lo ha strusciato sul tuo culo”

Lei: “Ma dai non fare lo scemo erano i passi del ballo”

Io: “dici? A me sembrava che non perdesse occasione di fartelo sentire e di metterti le mani addosso”

Lei : “ ma che sei geloso?”

Io :” No sono solo arrapato” , e cosi dicendo le presi una mano e la poggiai sul mio cazzo.

A quel punto capì che la cosa non mi era dispiaciuta e si lasciò andare un pochino, prese a sua volta la mia mano allargò le cosce e se la portò sul piccolo triangolo di perizoma che le copriva a malapena una porzione di fica.

Disse: “Senti quanto sono bagnata porco, ed è vero non mi è dispiaciuto affatto sentire il cazzo di Pino (cosi le disse di chiamarsi) che premeva sul mio culo e sul mio ventre.”

Era decisamente bagnata la troia, e quando mi chiama porco e’ il segnale che le sue barriere inibitorie vacillano.

Le dico: “ il maiale si chiama Pino?”

Lei: “Si ed ha anche un gran cazzo duro e le mani lunghe”

Io: “Sei proprio una gran troia”

Lei: “ Si amore”

Corsi con l’auto verso casa per arrivare nel più breve tempo possibile, e arrivati già in ascensore la baciai, le succhiai la lingua, le leccai il collo e le orecchie, mentre con una mano le frugavo tra le cosce.

Entrammo in casa, l’eccitazione aveva raggiunto livelli altissimi, ci liberammo dei vestiti mentre raggiungemmo la camera da letto e, poi ci tuffammo sul lettone e ci avvinghiammo scambiandoci baci e carezze.

Ad un certo momento mi spinse verso il materasso costringendomi a sdraiarmi, con le mani mi fece allargare le gambe, si sistemò in ginocchio davanti a me, si chinò in avanti e inizio a leccarmi il cazzo, scese in basso ed ora con la lingua giocava con le mie palle, per fare questo dovette abbassare il busto fino a far aderire il seno con le lenzuola, divaricò le cosce in modo quasi osceno, e dalla mia posizione, vedevo lei oscenamente aperta a pecora riflessa nelle porte a specchio dell’armadio, era divina potevo ammirare non solo il suo splendido culo ma anche la fica che grazie a quella posizione svettava tra le sue cosce.

Riprese a risalire con la lingua dalle palle pian piano lungo l’asta del cazzo fino ad arrivare alla cappella con la quale giocò un pochino a colpi di lingua e poi improvvisamente lo ingoiò tutto iniziando un pompino da favola e, mentre pompava il cazzo, iniziò un movimento avanti e indietro come se qualcuno la stesse scopando da dietro.

“ Che zoccola che sei” le dissi e lei avendo la bocca piena rispose con un :”mmmmmmmmmmmmmmmm”

rincarai la dose e le dissi: “ ti piacerebbe prendere un cazzone dentro la fica ora cosi come sei messa vero?”

e lei lasciando per un attimo il cazzo disse:” Siiiii lo vorrei tutto dentro mentre succhio il tuo cazzo”

Io: “magari vorresti quello di Pino che hai sentito stasera “

Lei: “ Siiiiiiiiiii, porco “

Io:”Che zoccola sei”

Lei: “Si e sai cosa ti dico che da questo momento tu non sei più Franco, sei Pino e voglio scopare con te Pino”

Iniziò cosi un gioco nuovo mai provato prima che aumentò ancora di più la nostra eccitazione, si staccò dal cazzo si girò e si mise a cavalcioni sul mio viso mettendomi praticamente la fica sulla bocca, si chinò verso il cazzo e quando fu con le labbra vicino alla cappella disse:” Dai Pino leccami la fica dai che dopo voglio il tuo cazzo dentro, siii voglio far cornuto quel porco di mio marito daiiiiiii” . Era scatenata e ormai priva di inibizioni, io a quelle parole dovetti fare un grande sforzo per non sborrare.

Andammo avanti per un bel po’ scopando in tutte le posizioni possibili e, mentre scopavamo chiamandomi sempre Pino mi incitava ricordando la serata pronunciando frasi che sapevano di confessione. Diceva:” Dai Pino scopami sbattimelo bene tutto dentro, me lo hai fatto sentire tutta la sera addosso ora dammelo tutto” oppure:” Sii spaccami il culo si cosi Pino dai mi hai messo le mani ovunque stasera mentre quel cornuto di mio marito guardava” ,

Ad un certo punto la presi a pecora prima in fica e poi nel culo e mentre parlando sempre con Pino mi dava continuamente del cornuto le riempii il suo splendido culo con una sborrata memorabile.

Ci addormentammo abbracciati rilassati e felici.

Segue la Domenica.

Roby*65

2 Comments

  1. Complimenti per il racconto, Pippo. Non vedo l’ora di leggere il seguito.
    Pubblica al più presto altre foto di quella troia sempre in calore di tua moglie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.