I RACCONTI DI PIPPO – La domenica

W.e. con mia moglie_domenica

La Domenica ci svegliammo con comodo e dopo una bella doccia uscimmo per una bella e succulenta colazione, che consumammo in bar del centro e dopo aver passeggiato andammo a fare la spesa per il pranzo.

Tornati a casa Daniela si preoccupò delle faccende domestiche ed io mi misi all’opera per prapare un bel pranzetto, sono un eccellente cuoco.

Alle 13.30 il pranzo era pronto tutto a base di pesce che consumammo sul terrazzo protetti dalle tende, e a completare il tutto c’era una bottiglia di Falanghina del beneventano fredda al punto giusto, di ottima qualità che tra una portata e una chiacchera ci scolammo interamente.

Intorno alle 15,00 il caldo era veramente insopportabile e quindi proposi a Daniela se aveva voglia di un giro in un vicino centro commerciale dove sicuramente con l’aria condizionata in funzione avremmo trovato refrigerio, lei acconsenti.

Quindo dopo una veloce rinfrescata ci ritrovammo in camera da letto per vestirci e completamente nudi iniziammo a prendere i nostri indumenti.

Daniela dopo aver armeggiato dentro un cassetto tirò fuori un completino intimo perizoma e reggiseno e mentre si accingeva ad indossarlo le dissi:” no questo oggi non ti serve”

Daniela:” Ma che dici? Che hai in mente? Ma vuoi che vada in giro senza mutande?”

Io:” Esatto, giochiamo un po’, divertiamoci”

Ci guardammo negli occhi e, forse complice il ricordo del giorno prima e complice la Falanghina che ci aveva reso allegrotti, scoppiammo a ridere.

Daniela: “ allora dimmi tu cosa devo mettermi”

Io:” Sotto nulla, poi metti quella gonna bianca di lino con la chiusura lampo davanti che mi fa impazzire”, era una gonna che avevo sempre amato perché, agendo sulla lampo, potevi regolare lo spacco come volevi. Lei prese la gonna dall’armadio e la indossò, dopo di che chiese: “ora, cosa metto?”

Io:” Sopra metti una bella camicetta “ , ne scelse una blu molto carina.

Finimmo di prepararci e uscimmo di casa per raggiungere il centro commerciale, entrammo e effettivamente i climatizzatori rendevano il luogo piacevolmente fresco e accogliente, c’erano parecchie persone che giravano qualcuno gustava del gelato, altri guardavano le vetrine, alcuni seduti ai tavoli dei bar presenti nel centro.

Notai che passeggiando e girando nel centro parecchi occhi venivano catturati dal culo e dal decoltè di Daniela che, sapientemente aveva lasciato alcuni bottoni della camicetta aperti, e permettevano cosi di intravedere la presenza delle sue belle tette in quel gioco stupendo del vedo e non vedo che resta sempre il più intrigante, e tutto questo sommato al fatto che sapevo che era senza reggiseno e senza mutandine, mi procurava un adrenalina e una eccitazione pazzesca.

Ad un certo punto Daniela si fermò davanti la vetrina di un negozio di scarpe, articolo che lei ama in modo particolare, e iniziò a contemplare le scarpe esposte.

Io dando un’occhiata dentro il negozio vidi due commesse e un ragazzo sulla quarantina dietro al bancone che dava l’impressione di essere il titolare.

Daniela tutta presa a guardare le scarpe mi faceva notare ora un paio ora un altro decantandone la bellezza e la qualità, e fu allora che mi venne l’idea.

Le dissi:” amore perché non te ne provi qualcuna”

Lei:” ma non mi servono che le provo a fare?”

Io:” non devi mica acquistarle, devi solo provarle ma devi farti servire dal titolare”

Lei mi guardò capì al volo sorrise e disse:”ma sei proprio un porcone”.

Aspettammo che le commesse fossero entrambe impegnate con altri clienti per mettere in atto il nostro gioco.

Io:” vai amore mio è il momento giusto” , le misi la lingua in bocca e contemporaneamente approfittai per far salire ancora di più la lampo della gonna.

Lei mi sussurrò “porco” ed entrò.

Appena la vide e, come speravo, il titolare le andò incontro con un gran sorriso mettendosi a sua disposizione, notai subito che con lo sguardo la squadrò da capo a piedi soffermandosi volentieri sella scollatura della camicetta che, generosamente aperta mostrava gran parte delle tette, inoltre, si intravedevano chiaramente i capezzoli ed il tutto lasciava intuire la mancanza del reggiseno.

Parlarono un po’ e poi si avvicinarono alla vetrina dove Daniela indicò alcuni modelli che intendeva provare, L’uomo fece ok con la testa e la invitò a prendere posto su una delle poltroncine adibite alla prova delle calzature. Prima di andare Daniela mi lanciò uno sguardo complice che mi fece ben sperare sull’esito di un gioco che comunque non avevamo concordato.

Eccola prendere posto ed attendere il titolare che nel frattempo era andato a recuperare le scarpe da farle provare. La troia si sistemò sulla poltroncina e prima che lui arrivasse alzò ancora un pochino la lampo della gonna, era splendida, e il mio cazzo iniziò a diventare durissimo.

Tornò l’uomo del negozio con una serie di scatole contenenti le calzature e il gioco ebbe finalmente inizio. Le propose il primo paio di scarpe, lei fece per togliersi le sue, e quel movimento del busto in avanti aveva fatto si che l’uomo scorgesse per intero le sue tette, subito si propose di aiutarla a togliere le scarpe e poi iniziò a provarle le nuove. Nel fare questi movimenti Daniela fece in modo di allargare le cosce e notai chiaramente lo stupore e il compiacimento di lui quando si accorse della mancanza delle mutandine. Si accovacciò ancora di più davanti a lei armeggiando con le scarpe ma il suo sguardo era calamitato li, in mezzo alle gambe quasi in venerazione di quella ficona nuda che ora poteva ammirare benissimo.

Fu molto eccitante, e lei, non perdeva occasione per mostrarsi sempre più.

L’uomo era visibilmente sorpreso ed eccitato, continuava con la prova delle scarpe, e tra una scarpa e l’altra aveva preso a farle poggiare con delicatezza il piede nudo sulla sua coscia per evitarle di poggiarlo a terra.

Dopo un paio di questi movimenti, mi accorsi chiaramente che il maiale aveva iniziato a poggiare il piede di Daniela sul suo cazzo facendoglielo sentire in tutto il suo gonfiore, e la troia non disdegnava affatto quel contatto anche perché come mi confessò dopo, si trattava di un cazzo di tutto rispetto.

Finito di provare le scarpe l’uomo l’aiutò ad indossare le sue, ripose quelle nuove nelle apposite scatole e l’accompagnò verso l’uscita. La salutò dandole la mano che trattenne più del necessario e notai che le diceva qualcosa.

All’uscita Daniela era visibilmente alterata scura in viso e mi disse: “andiamo cammina” e si avviò a passo veloce verso i parcheggi. Provai a parlare a dire qualcosa ma lei non me lo permise e ripeté: “zitto, cammina mi hai fatto fare la figura della puttana”.

Era veramente incazzata e in quel momento ebbi una gran paura di aver esagerato e magari di averla persa. Entrammo in auto e ci dirigemmo verso casa, non ebbi più il coraggio di aprire bocca, entrammo in casa e Daniela andò verso la camera da letto, io la seguii sempre senza parlare non sapevo ne cosa dire ne cosa fare.

Ora eravamo nella stanza e a quel punto provai a dire:” amore senti” , lei subito mi interruppe e disse:” zitto, hai capito? zitto”, cosi dicendo mi diete una spinta costringendomi a sdraiarmi sul letto. Mi saltò addosso, si tirò su la gonna e salì a cavalcioni sul mio viso dicendo:” senti come mi hai ridotto porco”. Era un lago tra le cosce ed io iniziai a leccare come un forsennato scaricando la tensione e l’adrenalina accumulata prima quando pensavo di averla fatta incazzare irrimediabilmente. Era solo eccitatissima e mi disse che non ce la faceva più e aveva bisogno di cazzo, che stava quasi sentendosi male e doveva sfogarsi.

La leccai e lei venne come una fontana facendomi assaporare tutto il nettare che emetteva la sua splendida fica, si voltò sempre a cavalcioni tenendomi la fica sulla bocca in modo da potersi chinare e prendermi il cazzo in bocca e iniziò a farmi un pompino favoloso. Il fatto che dopo la paura mi ero completamente rilassato e che nella mia mente si stavano riproponendo come un film le immagini viste nel negozio di scarpe, mi portarono quasi subito ad avere un violento orgasmo, mi irrigidii e inarcai la schiena pronto ad esplodere, Daniela se ne accorse e lo imboccò ancora di più.

Esplosi tutto nella sua bocca urlandole;”troiaaaaaaaaaaaaaaaaa”, e lei una volta ingoiato tutto venne vicino al mio viso, mi baciò infilandomi la lingua in bocca facendomi assaporare il mio stesso sperma, poi si staccò e disse:”si amore, sono la tua troia. Oggi mi hai fatto sentire proprio puttana”.

A quel punto le chiesi:” la cosa ti è dispiaciuta?”

Daniela:” No amore affatto, li per li mi sono vergognata ma quando il maiale del negozio mi ha fatto sentire il suo cazzo con i piedi mi sono eccitata da morire. Sai amore aveva un cazzo enorme e gonfio mi stavo veramente sentendo male.”

Io:” peccato non averlo portato a casa con noi, magari mentre facevamo il 69, poteva scoparti da dietro.”

Daniela:”ora non esagerare, mi vergognerei”.

Io:” può essere, ma sono sicuro che zoccola come sei ti passerebbe in fretta la vergogna e lo prenderesti tutto.”

Daniela:” porco sei veramente un porco, però hai ragione credo di essere veramente un po’ mignotta, è che il cazzo mi piace da morire.”

Io: “ lo so amore lo so e spero che prima o poi mi farai il regalo di prenderne uno.”

Daniela: “Maiale, sai che prima quando ti stavo facendo il bocchino immaginavo che stavo succhiando il suo cazzone, a giudicare da quello che ho sentito dev’essere davvero grosso.”

Io:” se è cosi grosso pensa come dev’essere in fica”.

Daniela:” mmmmmmmmmmmm, sai che mentre mi accompagnava all’uscita mi ha messo una mano sul culo?”

Io:”mmmmmmm, davvero?”

Daniela:” si, e mi anche detto che se volevo tornare un giorno nell’ora di chiusura mi avrebbe dato tutte le scarpe che desideravo. Mi era venuta una voglia di toccarlo che non ti dico.”

Io: “amore mio troiona vieni qui che mi sono arrapato di nuovo.”

Ricominciammo a scopare e stavolta la presi per bene in fica e in culo e lei si dimenava e godeva in maniera esagerata, sicuramente pensava al cazzone di quell’uomo.

Le dissi poi che se voleva poteva tornarci, a patto che mi avrebbe raccontato tutto nei minimi particolari. Credo non ci sia tornata anche perché non ho visto scarpe nuove.

 

Roby*65

8 Comments

  1. Mi è venuto il cazzo duro, leggendo il racconto. Mi sono fatto una bella sega guardando le foto di tua moglie a pecora… Dev’essere una chiavata indimenticabile! Spero che, più prima che poi, ci racconterai la prima volta che si è fatta sbattere. Mia mail per contatto in privato: gdspgd@libero.it

  2. Secondo me, al negozio ci è tornata da sola ed invece delle scarpe ha preso il cazzo del titolare del negozio.

  3. Grazie Pippo le tue storie sono molto arrapanti, come sempre,
    se vuoi aggiungici anche una foto della maialina.

  4. Ciao Pippo, hai le foto della prima volta che la troia si è fatta sbattere? Se poi ci aggiungessi anche il racconto… Sarebbe da sborrata!!!

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